Hymenocera picta, conosciuto come gambero arlecchino, è una specie di gambero marino reperibile nelle fasce tropicali dell’oceano Indiano e Pacifico; ha una livrea color crema o bianco panna che presenta macchie allargate chiare al centro e bordate di blu, rosso o violetto. Himenocera possiede quattro zampe locomotorie e due chele allargate e appiattite, come gli occhi; la testa di questi animali è sormontata da due antennule sensoriali petaliformi utilizzate per localizzare le loro prede.

Questo gamberetto raggiunge i 5 cm di lunghezza, vive in coppia e si nutre esclusivamente di alcune specie di stelle marine; predilige le stelle marine più piccole e sedentarie, ma quando esse non sono reperibili in numero sufficiente può attaccare generi di stelle differenti; tipicamente in questi casi attacca la dannosa ed aggressiva stella “corona di spine” (genere Acanthaster) riducendo inizialmente il suo consumo di corallo, di cui si nutre, e uccidendola in pochi giorni.

Una volta designata la giusta stella marina per il pasto, solitamente la coppia di Himenocera comincia a nutrirsene sfogliando la pelle esterna con le particolari chele adatte allo scopo, per poi passare ai tessuti molli e raggiungere infine il succulento disco centrale. Le stelle marina, se attaccata inizialmente sulle braccia, può distaccare l’arto compromesso dal corpo e rigenerarlo successivamente; tuttavia, questo meccanismo di difesa è solitamente troppo lento ed energicamente dispendioso per riuscire a salvarsi da questi piccoli killer specializzati.

I gamberi arlecchini vivono solitamente associati ai reef corallini o ai substrati organici; hanno abitudini territoriali e a volte restano parecchi mesi nella stessa zona. Questi animali, estremamente specializzati, sono anche molto delicati: una minima variazione dei parametri dell’acqua, inquinanti e rapidi cambiamenti di temperatura possono facilmente uccidere questi splendidi quanto rari animali.

0 Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Previous reading
Gli animali più rari: il pesce ago fantasma
Next reading
Le livree più particolari: la murena leopardo